Vegan, ma non solo!

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domenica 11 gennaio 2015

Glicemia... a cuccia!!!

Le feste sono alle spalle e questo articolo, che sarebbe stato davvero impopolare qualche settimana fa, arriva giusto nel periodo in cui tutti quanti cerchiamo di perdere quei due o tre chiletti messi su grazie a pandori e panettoni; se invece siamo tra i pochi fortunati che non hanno preso nemmeno un etto nel periodo natalizio, comunque in gennaio cerchiamo di depurarci dagli stravizi che ci siamo concessi... quindi spero che quest'articolo possa essere utile anche a chi non deve fare la mia dieta per i miei stessi motivi!!!

Di glicemia solitamente abbiamo sentito parlare solo in correlazione con il diabete ed effettivamente per i soggetti diabetici è indispensabile tenerla sotto controllo in modo molto accurato, ma pochi sanno che l'importanza di queste attenzioni non è riservata solo a chi soffre di diabete, anzi il fatto di non avere problemi metabolici non ci deve assolutamente portare a sentirci autorizzati a mangiare di tutto impunemente... vediamo perché.

Intanto con la parola "glicemia" si intende la quantità di glucosio presente nel sangue: è una cosa perfettamente normale che ve ne sia, perché serve al corpo per produrre energia all'interno delle cellule, il suo valore però non deve essere né troppo alto né troppo basso, altrimenti ne risentiamo e stiamo male fino a livelli anche molto gravi.
In un organismo sano, l'ormone deputato a tenere a bada la glicemia è l'insulina, che viene prodotta dal pancreas e permette al glucosio presente nel sangue l'ingresso nelle cellule dove verrà trasformato in energia vitale (il problema dei diabetici sta proprio nella insufficiente gestione spontanea dell'insulina).
Semplificando in maniera molto banale: quello che noi mangiamo viene trasformato in glucosio con la digestione, il glucosio attraverso l'intestino passa nel sangue dove di conseguenza la glicemia sale, non appena il pancreas se ne accorge produce insulina in diretta proporzione alla quantità di glucosio in circolazione, l'insulina fa il suo lavoro e spinge il glucosio nelle cellule riportando la glicemia nel sangue a valori appropriati, le cellule infine lavorano il glucosio e ne traggono energia, se questa serve subito, oppure creano scorte (grasso) da utilizzare in futuro.

Avviene però che la produzione di insulina, per quanto in esatta proporzione al glucosio presente nel sangue, sia sempre un pochino ritardata rispetto alle curve di innalzamento o abbassamento della glicemia, questo fa sì che in certi momenti ci troviamo (per assurdo) ad avere "elaborato" tutti gli zuccheri in circolazione, mentre manteniamo ancora alto il valore dell'insulina, ovviamente questo ci obbliga a dover far fronte a dei veri e propri "crolli glicemici". Infatti tutti quei cibi che ci danno picchi molto alti di glucosio (tipicamente gli zuccheri semplici), ci creano anche altrettanti picchi insulinici, con la conseguenza che il glucosio viene spinto molto rapidamente dal sangue verso le cellule e si esaurisce subito, mentre l'insulina che resta alta ancora per un po', diventa eccessiva e ci manda in ipoglicemia, questa cosa produce in noi il prepotente bisogno di mangiare di nuovo altri zuccheri... e si finisce quindi in un pericoloso circolo vizioso che si interrompe solo quando riusciamo a vincere le tentazioni scegliendo di ingerire un alimento che ha un rilascio glicemico un po' più lento e perciò tiene il passo col calo insulinico. Di questa informazione è bene far tesoro in periodi come questo, nei quali si cerca di dimagrire un po', perché può aiutarci a prevenire la voglia matta di dolce!

Mi scuso per questo tentativo di banalizzare un processo così complesso, ma un'infarinatura è indispensabile per capire perché questi valori siano così importanti. Innanzitutto per chi è sovrappeso tutto quello che abbiamo detto serve a capire come avviene la produzione del nostro grasso corporeo e ci aiuta anche a comprendere il perché l'attività fisica (e con "attività fisica" intendo anche una buona passeggiata) sia così importante dopo aver mangiato più del dovuto. La cosa che mi preme più di tutte trattare, però, è la connessione che c'è tra la glicemia e le cellule tumorali, perché ovviamente è una cosa che mi riguarda in prima persona. Secondo gli studi del Prof.Franco Berrino, le cellule tumorali sono molto più "golose" di glucosio rispetto alle loro colleghe sane, quindi se noi facciamo in modo di tenere a bada i nostri valori glicemici, possiamo riuscire ad "affamarle" e quindi ad avere qualche potere sulla loro espansione... oppure nel caso in cui stiamo facendo la chemioterapia, possiamo indebolirle per fare in modo che i farmaci abbiano su di loro un effetto superiore.
(per un utile approfondimento, vedere questo link: http://coachalimentare.it/alimentazione-in-chemioterapia-di-franco-berrino/ nel quale il passaggio saliente è nell'ultimo paragrafo)

Ovviamente ogni alimento ha un potenziale glicemico differente dagli altri e questa differenza non dipende solo da quanto zucchero esso contiene originariamente... infatti un'altra cosa importantissima da sapere è che la nostra digestione TRASFORMA in glucosio tutta una serie di nutrienti che originariamente hanno una struttura molto più complessa: è il caso ad esempio dei carboidrati (ma non solo), non per niente chiamati anche "zuccheri complessi". Quindi non è sufficiente limitare o addirittura eliminare la quantità di dolci che mangiamo, pur essendo questa una cosa davvero fondamentale, è altrettanto importante saper riconoscere anche tutti gli altri alimenti che ci possono causare notevoli innalzamenti della glicemia, per poterne moderare il consumo di conseguenza. Questa cosa è possibile ed è pure piuttosto semplice, conoscendo l'INDICE GLICEMICO degli alimenti... ma è un argomento che approfondiremo meglio nel prossimo articolo, altrimenti questo diventa di una lunghezza infinita!!! ;o)))

Detto tutto questo diventa molto più facile capire tutta una serie di motivazioni legate alle restrizioni della mia dieta adiuvante alle terapie oncologiche (per chi non la conoscesse guardare qui) perché, per non "dare da mangiare" alle cellule tumorali, devo fare in modo di contenere più possibile il livello di glucosio nel sangue e questo è possibile solo eliminando gli alcolici, bandendo tutti i dolci, preferendo gli alimenti che contengono parecchie fibre (quindi quelli integrali), limitando la frutta soprattutto se molto zuccherina e in ogni caso non mangiandola mai a fine pasto perché, in uno stomaco già pieno, rimarrebbe parecchio a lungo prima di essere digerita e in questo tempo fermenterebbe causando successivamente un innalzamento della glicemia molto più elevato e rapido.

Un'ultima cosa molto importante da dire è che l'attività fisica fatta dopo l'assunzione di cibi dolci è fondamentale per chi desidera perdere peso e non assimilare tutte le calorie di quello che ha mangiato, nel mio caso però (pur essendo indispensabile per mille altri motivi) non aiuta affatto a evitare di nutrire le eventuali cellule malate, per me la cosa più importante è quella di eliminare il più possibile gli zuccheri, a prescindere dalla rapidità con cui li posso metabolizzare e bruciare. In soldoni devo comportarmi come se fossi una persona diabetica, che però non ha la possibilità di utilizzare grandi dosi di insulina da iniettarsi... cosa che può anche essere un po' pesante da un lato, ma - tornando a quello che dicevo in apertura - mi permette di passare indenne dal periodo delle feste, nel quale quest'anno infatti sono addirittura dimagrita di un chilo!!!!!!!!!!! :o)))


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